Insonnia: perché il sonno viene a mancare?

L’insonnia non è un semplice problema da sottovalutare, ma una patologia da esaminare e curare fino in fondo. Essa si caratterizza per la mancanza di sonno che non vuol dire necessariamente stare a letto senza dormire. Altri modi in cui il disturbo può manifestarsi sono sveglia prima dell’alba, spossatezza durante la giornata per il poco riposo notturno e frequenti risvegli durante la notte. L’organismo di un adulto ha bisogno di almeno 7 o 8 ore di sonno a notte per rigenerarsi. Il punto è che l’insonnia fa sì che il soggetto non dorma, anche se molto stanco. Si tratta di un disturbo che si aggrava con l’avanzare dell’età e che porta grave disagio alla vita di chi ne soffre. Tra i vari sintomi che porta con sé, infatti, ci sono irritabilità, scarsa concentrazione e stanchezza. Se il fenomeno si esaurisce in qualche giorno o settimana, si parla di insonnia acuta perché legata a periodi traumatici o stressanti. Se, invece, l’insonnia si verifica almeno 3 volte a settimana per molti mesi consecutivi, si tratta di insonnia cronica.

Insorgenza dei disturbi del sonno: come e perché?

Esistono alcuni fattori che determinano l’insonnia come il sesso e l’età. Le donne, infatti, tendono a soffrire maggiormente del disturbo, soprattutto se in età adulta. È possibile distinguere tra due tipi di insonnia: primaria e secondaria. La prima tipologia è predisponente al soggetto stesso e non è altro che il risultato di cattive abitudini come andare a letto tardi, fare lavori che hanno turni notturni e sottoporsi a eventi stressanti. Solitamente questa variante di disturbo del sonno sparisce con le cattive abitudini stesse. L’insonnia secondaria, invece, è sintomatica di malesseri più profondi che devono essere indagati e curati. Depressione, ciclo mestruale, menopausa, ansia e patologie del genere sono in grado di provocare mancanza di sonno. Anche l’assumere alcolici o eccitanti prima di dormire, ricorrere a determinati tipi di farmaci o stare in ambienti poco riposanti può contribuire a guastare il sonno. Il sintomo principale dell’insonnia è, appunto, la carenza di riposo. Quest’ultima porta con sé strascichi da ricercare in irritabilità, stanchezza cronica, difficoltà di concentrazione e grave stress.

Rimedi all’insonnia: passiflora e valeriana pronti all’uso

L’insonnia può essere curata in diversi modi. Prima di tutto adottando delle sane abitudini come rilassarsi un’ora prima di andare a letto ed evitare di assumere sostanze eccitanti come caffeina e teina. Meglio tisane rilassanti a base di passiflora, valeriana e melatonina che sono presenti in farmacia anche sotto forma di integratori. Se il disturbo dovesse persistere, è comunque consigliabile consultare un medico che potrà prescrivere una vera e propria cura farmacologica da seguire.